Musei e cultura
Torre Aragonese (1 km; 20 minuti a piedi)
Sulla cima del promontorio orientale di Portopaglietto si trova una torre aragonese, risalente al periodo di dominazione spagnola in Sardegna e datata 1577. La torre, visibile anche dal nostro villaggio, offre un bellissimo panorama sulle isole di Sant'Antioco e San Pietro.
Tonnara di Su Pranu (2 km; 30 minuti a piedi - 5 minuti in auto)
Testimone dell'antica tradizione legata alla pesca del tonno di Portoscuso, fu costruita alla fine del 1500 dai dominatori spagnoli ed è aperta a visite guidate. Qui, tra aprile e giugno, i tonnarotti (pescatori di tonni) preparano le barche e le reti per prepararsi alla tradizionale pesca del tonno. Maggio è infatti il mese classico di passaggio dei tonni fra Portoscuso e Carloforte, nonché il mese della famosa mattanza, il periodo della pesca in cui i tonni, intrappolati nelle reti, vengono pescati e caricati sulle tipiche barche.
Grande Miniera di Serbariu (19 km - 20 minuti in auto)
A Carbonia, città fondata il 18 dicembre del 1938 da Benito Mussolini, sorge uno dei più grandi musei minerari d'Italia. La città fu fondata, come dice il nome, proprio in virtù della presenza di enormi giacimenti di carbone, che alimentarono l'energia nazionale durante tutta la Seconda Guerra Mondiale. Oggi si può visitare la miniera per comprendere la società del tempo (tutta la zona interna intorno a Portoscuso fu popolata proprio per avere lavoratori per la produzione mineraria) e ammirare l'opera straordinaria eseguita dai minatori provenienti da ogni parte d'Italia.
Monte Sirai (14 km - 13 minuti in auto)
La zona del Sulcis è geologicamente antichissima e archeologicamente estremamente ricca. Nei pressi di Carbonia, a Monte Sirai, si trova un importantissimo museo che custodisce i resti di un'antica città fenicia. Si può godere anche di una visita guidata per comprendere gli influssi culturali che queste popolazioni, provenienti dalle coste orientali del Mediterraneo, hanno avuto sulle radici delle tradizioni sarde.
Nuraghe Sirai (17 km - 19 minuti in auto)
Sempre nei pressi di Carbonia è stato recentemente scoperto un altro nuraghe, chiamato Nuraghe Sirai per la sua vicinanza al monte omonimo. Il nuraghe non è ancora visitabile, essendo i lavori ancora in corso d'opera, ma è visibile percorrendo la s.s. 126, sulla destra, in direzione Sant'Antioco.
Nuraghe Seruci (9 km - 14 minuti in auto)
Questo nuraghe, risalente a circa 3500 anni fa, è il miglior esempio della civiltà nuragica della zona. Il nuraghe, aperto al pubblico e visitabile anche con guida, presenta un'interessante torre centrale e ancora i resti del villaggio circostante. Rappresenta, con la presenza della tomba dei giganti, un perfetto esempio di vita e cultura della civiltà nuragica sarda.
Laveria Lamarmora (22 km - 27 minuti in auto)
La laveria è un rudere testimone dell'attività mineraria della zona, attiva fin dalla fine dell'Ottocento. Nell'edificio i lavoratori lavavano e selezionavano i materiali minerari raccolti nei monti delle vicinanze (specialmente piombo e zinco, in questo caso) per poi spedirlo via mare dal porticciolo lì presente. Il contesto panoramico in cui sorge regala al visitatore un panorama mozzafiato.
Porto Flavia (28 km - 40 minuti in auto)
Legato al contesto storico minerario, il porto giaceva poco fuori la spiaggia di Masua. Visitabile con guida turistica, il porto estende le sue gallerie all'interno del monte che cade a picco di fronte al faraglione del Pan di Zucchero, il più alto del Mediterraneo, offrendo ai visitatori un panorama mozzafiato. Tramite dei complessi canali di trasporto, il materiale confluiva proprio qui, a Porto Flavia. Dall'apertura in cui oggi si trova una favolosa terrazza panoramica, questo materiale veniva caricato sulle navi mercantili sottostanti.
Tofet di Sant'Antioco (29 km - 30 minuti in auto)
In quella che è considerata una delle più antiche città sarde, Sant'Antioco, sorge un antico Tofet, ovvero un santuario fenicio-punico perfettamente conservato. Queste popolazioni, notando sulla costa frontale dei segni di vita (nuragica), decisero di imbarcarsi per la terraferma e attaccare quelle popolazioni che abitavano nei pressi di Monte Sirai, fondando poi la nuova città oggi visitabile nell'omonimo museo.
Mura Pisane (23 km - 27 minuti in auto)
Oltre ai genovesi, che invasero la vicina Carloforte lasciandone segni tangibili presenti ancora oggi, anche i pisani occuparono la parte meridionale della Sardegna. A Iglesias, il cui centro storico è una perla di architettura per la varietà di stili presenti (pisani, ma anche romani, catalani e aragonesi), si possono ancora oggi ammirare le mura della città, chiamate appunto Mura Pisane, risalenti al XIII secolo.
Torre Saracena (40 km - 45 minuti in auto)
Fenici, cartaginesi, romani, genovesi, pisani, catalani e aragonesi sono tutte popolazioni giunte in Sardegna per scopi militari o commerciali e che hanno lasciato dei segni presenti ancora oggi nel territorio della Sunset House. Un'altra popolazione che ha lasciato resti ben visibili furono gli arabi. A Sant'Antioco, dalla spiaggia di Coaquaddus, si può ammirare sulla destra la Torre Saracena, cui si può accedere anche in macchina (purtroppo attualmente non è visitabile al suo interno).
Fortini della Seconda Guerra Mondiale (10 metri - 30 secondi a piedi!)
Proprio dietro la nostra casa sorge uno dei tantissimi fortini tedeschi risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. Potrete visitare il fortino anche internamente! Probabilmente i tedeschi si erano preparati a un attacco degli Alleati nel Sud della Sardegna (attacco che ebbe luogo a Cagliari): per questo motivo tutta l'area è ricoperta di fortini, visibili lungo le strade che percorrerete per visitare l'area.
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